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Un sarcofago tornato dalla Cina

Il sarcofago ha forma antropoide ed è realizzato in legno stuccato e dipinto, figurato e inscritto. Appartenne, come si rileva dai testi, al porta-incenso del tempio del dio Ammone, di nome Pa-sen-en-Hor (nome che significa fratello del dio Horus). Di ottima fattura, è pervenuto a Trieste alla metà dell’800 ed è completo dell’involucro, pure esso dipinto, e della sua mummia ancora completamente bendata, fatto molto raro; tutti sono visibili al Museo d’Antichità, al quale sono stati concessi in deposito permanente dal Museo di Storia Naturale nelle cui sale erano esposti fino al 2004, anno di una mostra in Sardegna, intitolata “L’Uomo Egizio”. Al rientro dalla mostra sono stati riuniti agli altri reperti egizi del Comune allestiti nel museo di San Giusto.

Nel 2018 il sarcofago è stato richiesto in prestito per la mostra “Antico Egitto in Cina” che ha avuto tre diverse sedi: Hubei Museum di Wuhan, Zhejiang Museum e Tianjin Museum, tra il settembre 2018 e l’ agosto 2019. Per concedere il prestito ed essere certi che il sarcofago non subisse danni durate questi impegnativi viaggi e movimentazioni gli organizzatori della manifestazione si sono assunti l’onere del suo restauro. Così ora che è rientrato è più bello di prima.

Alcune figure sono di singolare pregio per la finezza del disegno e per l’armonia e purezza di colore. L’area di provenienza è probabilmente la zona di Tebe, data l’appartenenza del defunto al personale del tempio di Ammone. Evidenti analogie con esemplari noti fanno datare il sarcofago alla XXI dinastia (1075-945 a.C.).

Il coperchio del sarcofago egizio del sacerdote del tempio del dio Ammone, di nome Pa-sen-en-hor in legno dipinto del periodo tra 1075 e 945 a.C.: Sala egizia del Museo d’Antichità Winckelmann di Trieste.