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La Capra istriana

Bronzetto raffigurante un capro ritrovato a Pirano, prodotto di officina greca, probabilmente magnogreca della fine V - inizio IV secolo a.C.: Sala archeologica del Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata di Trieste.

Questo raffinato bronzetto raffigura un esemplare maschio di capra ed è stato trovato nella campagna di Pirano alla metà del XIX secolo. Nel 1852 fu ceduto a Pietro Kandler, per le collezioni del nascente Museo Civico d’Antichità – Orto Lapidario. Egli lo credette immagine della dea Istria, ma si tratta più semplicemente di un oggetto dal valore votivo, che poteva essere offerto da un privato in un santuario dedicato a una divinità collegata all’animale: forse Zeus-Giove (che fu allattato dalla capra Amaltea e che da un suo corno creò la Cornucopia ponendo l’animale nella costellazione del Capricorno) o Dioniso-Bacco, del cui corteo la capra faceva parte. In particolare, in ambito greco, erano diffusi gli ex voto raffiguranti questo animale, offerto spesso come sacrificio sugli altari e ritenuto personificazione delle forze generatrici della natura, simbolo di fecondità.
Il bronzetto deve essere giunto a Pirano nell’antichità, lungo le rotte commerciali adriatiche, molto frequentate dai mercanti greci che esportavano i loro prodotti lungo le coste, arrivando fino in Istria, dove sono testimoniati molti reperti di provenienza apula (dalla Puglia) e attica (dalla Grecia) soprattutto nel V-IV secolo a.C.: periodo al quale si fa risalire il bronzetto, come produzione di officina greca, probabilmente magnogreca, forse tarantina.

Di proprietà del Museo d’Antichità è stato concesso in prestito permanente al Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata di Trieste, dove introduce la prima sala dedicata all’antichità di quelle terre.