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Archeologia di Sera 2021: Saluti finali

Si sono concluse al Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann” le cinque serate con un notevole afflusso di pubblico nonostante le limitazioni imposte dall’emergenza Covid. Nel lungo percorso tra il mondo sumerico e il medioevo europeo, gli anelli di una catena si sono intrecciati a formare un discorso continuo che ha permesso di conoscere la visione dell’aldilà nell’antichità fino a Dante e alla sua Divina Commedia. I reperti del museo hanno dato il via alla ricerca di immagini di opere d’arte e miniature su manoscritti, che insieme alla lettura di passi di autori classici e medievali hanno dato vita all’idea religiosa e popolare dell’inferno con gli dei e gli eroi, prima, e poi con i mostri e diavoli che infliggono agli uomini le pene proporzionate ai peccati commessi in vita.

Per finire vogliamo ricordare un testo nella versione in veneziano, che ha colpito per la vivacità della visione dell’isola infernale. Si tratta del racconto che narra della Navigathio dell’abate irlandese Brendano di Clonfert il quale viaggiando per l’Oceano, arrivato presso le isole Canarie, la incontrò. Nata nel X secolo tra i monaci in Irlanda questa leggenda ottenne favore presso il popolo, e si diffuse per ogni parte d’Europa, e fu via via rimaneggiata e ampliata dai vari volgarizzatori

“… como eli andava, eli vede da lonzi, .. UNA isola .. , e lo monte così alto tuto descoverto e in la zima forte brusiava, e le flame andava molto alto inver l’aire de lo zielo e .. parea tuto una flama de fuogo.

E udiva uno gran gridamento e urlamento de molta zente e al naso li vegniva una gran puza … la qual iera tuta plena de sasi grandi e de piere, e quela molto soza da veder, e no iera erba né albori in nesuna parte e iera plena de fusine de favri e de rode e de agudi e de marteli e de falze e de siege de fero e de verigole . 

E apreso ziascuna fusina s’iera uno omo forte bruto da veder e stava a modo de favro. che diseva: “Rosti, rosti, meti in fuogo, bati, bati, taia, taia, siega, siega, strenzi, strenzi!”. 

E udendo questo lo santo abado se signà e armàse de l’arme de la crose disendo cusì: “O signor Dio Iesù Cristo, scanpame da questa isola, s’elo te plase”.

Un breve assaggio di ciò che abbiamo raccontato nelle cinque conferenze che si possono rivedere nei video raccolti alla pagina Archeologia di Sera 2021