Lapidario Tergestino

IL LAPIDARIO TERGESTINO
NEL BASTIONE LALIO DEL CASTELLO DI SAN GIUSTO

Nel 1988, il sotterraneo del Bastione Lalio del Castello di San Giusto, quello cinquecentesco eretto dietro alla Cattedrale, è stato scelto quale luogo idoneo a ospitare il materiale lapideo epigrafico e scultoreo di epoca romana proveniente dalla città. Questo materiale era stato fino ad allora conservato nell’Orto Lapidario, ma la prolungata esposizione agli agenti atmosferici ne stava causando un degrado irreversibile ed è apparso quindi necessario il loro ricovero in ambiente interno.
Il 4 aprile 2001 è stato aperto al pubblico il Lapidario Tergestino.
La nuova sistemazione ha permesso un allestimento articolato in un percorso topografico che permette di analizzare e ricostruire l’immagine della città di Tergeste in epoca romana, in base alle ipotesi e alle recenti problematiche: area capitolina con il foro, la basilica, il propileo e supposto tempio capitolino; teatro, aree sacre, necropoli; e a concludere i mosaici della villa di Barcola.

Dopo i radicali restauri del Castello realizzati nell’ambito dei progetti del Fondo Interventi per l’Occupazione, i lavori del Lapidario Tergestino sono stati completati con un finanziamento comunale: supervisione del direttore dei Civici Musei, dottor Adriano Dugulin, su progetto dell’arch. Claudio Visintini. Il percorso scientifico è stato curato dalla dottoressa Marzia Vidulli Torlo e dalla dottoressa Fulvia Mainardis del Dipartimento di Scienze delle Antichità dell’Università degli Studi di Trieste. La nuova veste grafica è del 2018 di Massimiliano Schiozzi e la traduzione in inglese di Susanna Moser.